Percorso n.16 Massignano paese - Betelico
Se
intendete percorrere un facile itinerario, in un’ambiente agricolo, ma anche
collinare, con fossati e corsi d’acqua, recatevi lungo il sentiero n.16
Massignano Betelico.
Percorrendo la SP 1 del Conero, parcheggiate l’auto nei pressi della vecchia
cava di Massignano, oggi aula Geologica.
Dalla
cava, proseguite a piedi lungo la provinciale fino alla frazione di
Massignano e, prima di salire per il paese, vedrete sulla vostra destra
un’indicazione del Parco che vi farà procedere in quella direzione.
Dopo
aver costeggiato alcuni orti recintati, scendete lungo il prato, dove, sulla
destra, noterete un folto gruppo di ailanti e delle querce; proseguite fino
a quando troverete un altro segnale del Parco che, come il precedente,
indica “San Germano”.
In
questo punto il sentiero dovrebbe procedere lungo una vecchia carrareccia,
ma, essendo questa completamente ricoperta dalla vegetazione, dovrete
transitare costeggiando un campo agricolo per circa 200 metri, stando
attenti a non calpestare le colture, fino ad arrivare ad un altro segnale
del Parco.
Tornando
all’indicazione del percorso, procedete sulla destra lungo la carrareccia:
ancora più avanti la strada prosegue in leggera salita, curva a sinistra e
costeggia sulla destra una vecchia cava di Breccia
(roccia costituita da detriti angolosi cementati ) e sbuca
sulla strada asfaltata che scende dalla provinciale del Conero.
Voi
proseguite a sinistra costeggiando un prato con molti alberi di ulivo e la
recinzione di una casa; la strada sbuca poi nel mezzo di un ampio campo,
fino ad arrivare all’acquedotto di Massignano.
Dall’acquedotto, proseguendo lungo la strada, si scende costeggiando il
Fosso del Condotto, che, dopo pochi metri, comunica con il Betelico. Al
bivio, troverete un’altra indicazione del Parco che vi farà proseguire a
sinistra lungo la strada in terra battuta che transita fiancheggiando il
Betelico.
Lungo la
suggestiva valle noterete che l’ambiente circostante, in gran parte
agricolo, presenta alcune zone selvagge molto interessanti; proseguendo
sempre lungo la valle del Betelico, dopo aver superato dei manufatti
dell’acquedotto di Camerano e, poco dopo, una casa con numero civico 94,
giungerete alla frazione di San Germano, mentre girando sulla sinistra
andrete per Massignano.
Imboccate quella
carrareccia che spesso è allagata dalle acque del fosso e proseguite lungo
la strada in salita che all’inizio costeggia un filare di querce e poi
transita di lato ad una casa con un grande capannone, devia a destra e
costeggia un’altra casa in pietra con due grandi ulivi davanti all’ingresso.
La strada poi transita
in mezzo a due filari di querce e, dopo pochi minuti di percorso, sbuca
lungo la strada asfaltata che sale per Massignano.
Proseguite lungo la ripida salita, dove, percorsi pochi metri, troverete
un’Edicola sacra, una delle sei che i fedeli della contrada hanno costruito
a ricordo dell’Anno Mariano 1987-1988 nei dintorni di Massignano.
La
strada prosegue e dopo 15 minuti di percorrenza arriva nel centro di
Massignano: dopo averlo attraversato e aver visitato la chiesa parrocchiale
del XVIII sec. che si onora di avere una bella torre campanaria in pietra
del Conero, scendendo dalla parte opposta, vi troverete nella parte iniziale
del percorso.
Al
giorno d’oggi, abitare a Massignano è un privilegio, perché è uno dei luoghi
più belli e suggestivi del Conero, ma nel passato non era così poiché, come
scrisse Giuseppe Bartolucci su Miti e leggende del Conero anconitano,
“Massignano e i suoi dintorni, furono abitati fin dalla preistoria e in
epoca Picena e Romana, come dimostrano i vari ritrovamenti rinvenuti oltre
che in contrada Pantano sulla vetta del Conero, anche a Borgo Sant’Andrea e
sulla Gradina di Massignano adiacente al Monte Larciano”.
Il
Castello di Massignano fu occupato nel 1356 dagli anconetani e subì una
lunga serie di distruzioni e, nel 1390, dopo che si ribellò ad Ancona, il
condottiero Boldrino da Panicale ne fece la sua roccaforte.
Nei
secoli successivi, le mura del Castello non esistevano più e nel paese vi
dimoravano solo alcuni nuclei familiari, molti di questi giunti dalla
Dalmazia e dall’Albania; neppure nei secoli XVIII e XIX ci furono segni di
ripresa anche se ebbe un forte sviluppo l’attività estrattiva: il paesaggio
ha influenzato e imposto delle scelte di vita.
Massignano fu sempre il
paese più povero tra quelli situati nei dintorni di Ancona.
Patenza : dalla Cava di Massignano
Tempo
di percorrenza : circa 150 minuti
Ritorno
: ad anello
Sono necessari un abbigliamento idoneo e calzature
adeguate per le escursioni
Difficoltà : nessuna, seguendo le indicazioni del Parco
TORNA |