La baia di Portonovo

Portonovo è la nota meta balneare divenuta “esclusiva” ed è raggiungibile da un’unica strada comunale, che scende nella Baia dalla SP 1 del Conero.

Oggi dalla Piazzetta, punto di ristoro, di appuntamenti e capolinea dell’autobus, dirigetevi lungo la strada in discesa sulla vostra sinistra e, dopo un breve tragitto, arriverete alla Baia del Calcagno, un tempo conosciuta anche come la Baia di Giacchetta, con la sua bellissima spiaggia: qui troverete molti rinomati ristoranti ed il lago, appunto di Calcagno, negli ultimi anni chiamato anche Lago Grande.

Il lago, molti anni or sono, comunicava direttamente con il mare ed era possibile accedervi con le imbarcazioni, che nell'antichità vi entravano dalla baia per rifornirsi d'acqua alla Fonte (luogo dove oggi si trova l’omonimo albergo), dove sgorgava l'unica acqua di sorgente presente lungo tutta la costa compresa da Trieste al Gargano.

Proseguite fino a raggiungere il nuovo molo, da poco completamente ricostruito, è oggi un “parco” dei divertimenti e punto d’incontro quotidiano di una moltitudine di giovani, perché considerato luogo sicuro dal momento che poche sono le imbarcazioni che vi attraccano e c’è un servizio di vigilanza sulla baia che controlla tutti i movimenti delle imbarcazioni.

Seguitate a camminare lungo il tratto di costa, finché non vedrete delle possenti mura a pochi metri dal mare. Sono le mura del Fortino napoleonico, fatto erigere dal vice Re d’Italia Eugenio de Beauharnais nel 1808 (durante una delle ultime fasi delle guerre napoleoniche), utilizzando molto probabilmente anche parte delle pietre dell’antico monastero che un tempo era adiacente alla chiesa di S. Maria di Portonovo.

Il fortilizio, che costituisce un esempio classico di architettura militare francese, con il trascorrere degli anni andò in rovina, ma nel 1960 venne restaurato nel pieno rispetto delle strutture originarie. Oggi il Fortino è adibito a più “pacifiche riunioni”, essendo sede di un prestigioso albergo e ristorante di prima categoria.

Proseguendo sempre lungo la costa, ma con cautela perché il percorso è accidentato, subito dopo il Fortino, vi troverete alle Terrazze, cioè in un “abbellimento” in pietra di quel tratto di costa; salite i gradini, superate le piazzole di sosta e sulla sinistra, dopo le panche noterete un piccolo sentiero coperto dalla vegetazione, percorretelo, vi porterà di fronte ad un  rimessaggio delle barche. 

Superate il rimessaggio e arriverete dinnanzi la Torre di guardia, oggi comunemente chiamata Torre de Bosis, di proprietà della famiglia Cortese de Bosis. La Torre fu costruita nell'anno 1716 per ordine di Papa Clemente XI, il Papa marchigiano d’Urbino.

Lo scopo era quello di difendere il territorio, cioè il patrimonio boschivo e faunistico di proprietà dell'amministrazione ecclesiastica per porre così fine alle frequenti stragi e distruzioni perpetrate dalle tante etnie che frequentemente approdavano nella baia.

Costeggiando, proseguite lungo la spiaggia ed, oltrepassati altri prestigiosi stabilimenti e ristoranti, vi troverete di fronte all’ingresso della chiesa di Santa Maria di Portonovo: per visitarla prendete informazioni dalla tabella affissa all’entrata in cui sono indicati gli orari per le visite.

La chiesa di Santa Maria, costruita tra il 1034 ed il 1048, è un vero e proprio gioiello d’arte benedettina, incastonato in un panorama ameno. Questo stupendo esempio d’arte romanica è l’unica testimonianza della presenza dei monaci a Portonovo, poiché l’adiacente monastero benedettino è andato completamente distrutto.

Dopo la visita alla chiesa uscite dal cancello e, sulla vostra sinistra, troverete il lago Profondo, la cui sua fama ha alimentato molte leggende che ancora oggi si narrano sul lago e hanno tutte una caratteristica comune: mettono in evidenza la pericolosità del posto. La più importante, riportata dal compianto Giuseppe Bartolucci in "Miti e leggende del Conero anconitano", è quella del “Budello del Profondo”, dove si narra che in un punto del lago si apriva una cavità in cui scorreva un piccolo fiume, che attraversava il Conero per poi sfociare in mare all'altezza di Porto Recanati.

Dopo avere visto il lago, proseguite lungo la strada principale e farete così ritorno in Piazzetta.

Ma prima di tornare in piazzetta, se volete, recatevi sulla spiaggia e proseguite sulla destra fino ad arrivare sotto le mura della chiesa di Santa Maria di Portonovo.

Da questo punto un’ordinanza vieta il transito lungo quel tratto, perché le pendici del monte, attaccate dall’erosione marina, sono soggette a frequenti smottamenti, fenomeno questo facilitato dalla presenza di rocce friabili e che ha segnato la storia di tutta la costa del Conero; ma voi potrete egualmente osservare il tratto di costa che dalla chiesetta arriva fino allo scoglio della Vela.

 

 

 

Durata del percorso di Portonovo : circa 90  minuti

Ritorno : percorso ad anello

Difficoltà : il giro lungo la costa è accidentato, perciò sono consigliabili calzature idonee per percorrerlo.

Per visitare la costa via mare : a Portonovo potrete noleggiare barche e canoe al rimessaggio barche.

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