Itinerario Geologia e Streghe

Dallo Stratotipo di Massignano all’ex cava Saron e a Pian di Raggetti

Percorrendo la SP 1 del Conero, provenendo da Ancona, superato il bivio per Massignano, vedrete un largo spiazzo per parcheggiare l’auto e potervi così recare ad osservare la Cava di Massignano, dove è visibile l'aula Geologica con lo Stratotipo Globale del limite Eocene Oligocene (33,7 milioni di anni fa).

Lo Stratotipo di Massignano fu inaugurato nel 1996 alla presenza di numerose autorità, dal geologo Alessandro Montanari e da due grandi personalità del mondo della scienza: Eugene e Caroly Shoemaker.

Eugene Shoemaker fu il padre della Geologia Planetaria e fu proprio lui che scoprì la cometa, che porta il suo nome Shoemaker – Levi-Giove e che il 24 luglio del 1994 si schiantò sul Pianeta Giove.

Eugene morì in un incidente stradale: la sua auto si scontrò con l’unica altra auto esistente nel raggio di 500 Km. nel deserto australiano, appena tre settimane dopo aver inaugurato lo Stratotipo di Massignano.

Oggi nello Stratrotipo di Massignano sono state installate delle nuove tabelle per rendere ancora più chiara la storia del sito.

Proseguite poi in direzione di Sirolo e a Fonte d’Olio parcheggiate l’auto nello spiazzo situato ai piedi della strada che sale sul monte.

Dirigetevi a sinistra verso la Trattoria “Conerello” ed il teatro “Alle cave” e proseguite in direzione della vecchia fornace di Fonte d'Olio di Sirolo, dove sono stati installate dal Parco del Conero le indicazioni dei sentieri n.1 e n.5 che mostrano inizialmente lo stesso percorso.

Incamminatevi lungo il sentiero che prosegue poi sulla destra di un cancello; dopo pochi minuti arriverete ad un bivio: sulla destra il sentiero n.1 prosegue per il suo itinerario (che poi ritroverete al ritorno), voi dirigetevi sulla sinistra lungo il percorso n.5.

Dopo aver superato le prime due cave, compresa quella del teatro e l’altra provvista di un’area da pic-nic, proseguite ancora fino ad arrivare alla terza, chiamata ex cava Saron: è questo il posto dove è possibile osservare il limite K – T da vicino e conoscerne la storia leggendo le apposite tabelle installate dal Parco.

Un sottile strato di argilla, spesso due centimetri, marca il limite tra due ere geologiche, il Mesozoico, o era dei rettili, ed il Cenozoico, o era dei mammiferi, che corrisponde al limite tra i due periodi, il Cretaceo, indicato con la lettera K, e il Terziario, indicato dalla lettera T.

Questo Limite rappresenta una catastrofe accaduta 65.000.000 di anni fa, quando una cometa o un asteroide colpì la Terra nella zona dello Yukatan formando un cratere dal diametro di 200 Km. Sembra che proprio questa catastrofe abbia provocato l’estinzione dei Dinosauri!

Proseguendo il sentiero in salita, sempre fiancheggiando il Fosso di San Lorenzo, poco prima di arrivare all’ultima cava, deviate per pochi minuti, per percorrere un piccolo sentiero posto sulla sinistra, adiacente uno spiazzo: poco dopo vi troverete di fronte alla grotta che alcuni chiamano Grotta dell’Eremita, una cavità che negli ultimi tempi è salita agli onori della cronaca.

Tornate poi lungo il sentiero principale ed arrivate alla cava dove noterete una deviazione alla vostra destra, che vi condurrà, se volete, lungo la strada asfaltata che sale sul monte; mentre, alla vostra sinistra vedrete un sentiero salire e poi proseguire in lieve discesa fino ad arrivare in un curvone che poi risale rapidamente.

Al termine della salita, dirigetevi sulla destra lungo il sentiero in pianura che vi condurrà ad un bivio.

Andando a sinistra, arriverete vicino ad una serie di ripetitori e, proseguendo lungo l’unico sentiero posto tra due recinzioni, arriverete a Pian dei Ciliegi. Proseguendo invece dritti lungo il grande stradone, vi troverete nella parte bassa di Pian di Raggetti.

Questo luogo è carico di mistero, perché un’antica leggenda narra che le Streghe da tempo immemorabile, tutti i venerdì sera, al calare del sole, si riuniscono sul monte Conero con il solo fine di rifornirsi di erbe necessarie ai propri incantesimi; la località preferita per tale incontro è proprio il bosco situato nella parte inferiore di Pian di Raggetti, di fronte all’Arboréto del Parco del Conero, vicino a tre grosse pietre poste di lato al sentiero n.5. Se casualmente di venerdì e in tarda serata, vi trovaste nei paraggi ed aveste la sfortuna di vedere gatte nere, gazze e cornacchie agitate e in continuo movimento, fate finta di nulla e proseguite per il vostro cammino senza voltarvi.

Attraversate poi Pian di Raggetti, proseguendo lungo il sentiero che sale leggermente in salita, fino ad arrivare vicino ad un rudere, “Casa Cipriani”,  cioè nella parte alta di Pian di Raggetti, dove troverete l’incrocio di vari sentieri. Con il viso rivolto verso il rudere prendete il sentiero di destra (il n.1) e, percorrendolo, dopo alcuni minuti transiterete nei pressi di un presidio militare; seguitate il percorso fino ad arrivare ad un bivio che comunica con la strada asfaltata e che conduce sulla sommità del monte.

Per tornare a Fonte d’olio, avrete diverse possibilità, ma quelle consigliate sono due: la prima, la più breve ma meno suggestiva, è quella di scendere lungo la strada asfaltata fino al termine, la seconda è quella di ritornare indietro percorrendo lo stesso cammino dell’andata.

 

Durata del percorso compreso il ritorno : circa 150 minuti

Ritorno : ad anello

Abbigliamento : sono necessari un abbigliamento idoneo e calzature adeguate per le escursioni.

Difficoltà : fare attenzione alle auto lungo il cammino di ritorno per la strada asfaltata

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