L’Anello della Gradina: un percorso tra la natura e la storia.

Se intendete percorrere un sentiero e ritrovarvi a stretto contatto con la natura e la storia, recatevi a camminare lungo l’Anello della Gradina sul Conero n.18.

Percorrendo la SP 1 del Conero, all’altezza del Poggio dirigetevi verso Camerano, parcheggiate l’auto nell’ampio pianoro panoramico, dove sono installati i cartelli informativi del Parco del Conero e, se volete fermatevi un po’ di tempo per godervi il panorama.

Lungo quest’area gli studiosi e gli appassionati di ornitologia praticano il birdwatching, giacché il promontorio è un importante punto di riferimento per le rotte di uccelli migratori: negli ultimi anni, sono state censite oltre 200 specie tra stanziali, svernanti e migratrici.

Percorrete poi la strada asfaltata in direzione di Camerano, che inizialmente si presenta in piano poi scende ripida, incontrando una serie di pericolose curve, fino ad arrivare a ridosso della Gradina, una collina che si presenta con la cima spianata, su cui si eleva un altro ripiano minore.

Questa strana forma è dovuta all’opera dell’uomo, che, durante il Neolitico (5000 anni fa) fece della Gradina, un luogo di residenza e di culto.

Poco più avanti immettetevi sulla destra lungo una strada sterrata chiusa da una sbarra che impedisce l’accesso alle auto, (fino a questo punto avrete percorso 1000 metri), e proseguite sempre a piedi lungo la discesa per arrivare nei pressi di una vecchia costruzione in rovina sulla vostra sinistra.

Dalla casa in rovina, un tempo non troppo lontano, un sentiero comunicava fino all’apertura del suggestivo cunicolo chiamato Buco del Diavolo o Buco della Paura. Un inquietante cammino sotterraneo che da sempre ha alimentato tante leggende e altrettanti timori e ancora oggi suscita prevenzioni superstiziose nella gente del luogo, poiché i cunicoli rappresentano uno dei misteri più affascinanti del Monte Conero: una tradizione narra che, percorrendolo interamente, si arriverebbe in una grande stanza dove al centro è posta una gabbia in ferro in cui vi è rinchiusa una chioccia d’oro con 12 pulcini, anch’essi d’oro, che pigolano con grande frastuono; chi fosse tanto fortunato da riuscire ad impadronirsi di simili gioielli diventerebbe ricchissimo.

Ma la vegetazione, con il trascorrere degli anni, ha ricoperto il sentiero lungo il fossato nascondendolo quasi definitivamente, ed oggi è molto difficile poterlo individuare.

Dopo aver visto la casa diroccata, proseguite fino ad arrivare nei pressi di un’abitazione, dirigetevi quindi sulla destra fiancheggiando la recinzione e, di fronte ad una vecchia cancellata, proseguite a destra lungo la sterrata e vi troverete nel mezzo di un campo agricolo, attraversato da un piccolo sentiero che poi prosegue leggermente in salita: in questo punto noterete un altro piccolo percorso che scende nel fossato; se volete, potrete percorrerlo per osservare un ponte quasi completamente coperto dalla vegetazione, un’imponente struttura, che è stata costruita con del materiale diverso da quelli che

comunemente si trovano sul Conero o lungo la costa in generale e di cui non si conosce l’origine.

Questa è la zona chiamata “contrada del fosso della Tomba”, situata dalla parte opposta del Fosso Boranico, quel fossato da dove inizia la biforcazione del Buco del Diavolo, uno dei luoghi con un passato “sconosciuto”; considerando i numerosi cunicoli che si diramano da una parte e dall’altra, possiamo affermare che queste enigmatiche vie sotterranee potrebbero essere interpretate come opere militari, o piuttosto come condotte per l’acqua.

Dopo la visita al ponte, proseguite transitando sopra a quell’elevazione che non è altro che il dorso della struttura e, costeggiando il fossato sulla vostra sinistra con a destra il campo agricolo, passate sotto ad una quercia e vi troverete ai bordi di un altro campo.

Proseguite poi sulla sinistra lungo il fossato e il filare di querce e, ancora più avanti, vi troverete di fronte alla confluenza del piccolo corso d’acqua con la parte terminale del fosso della Tomba. L’acqua proseguirà il suo cammino per riversarsi poi nel Rio Boranico, situato tra il Poggio e Varano.

Dalla confluenza, proseguite verso destra e dopo pochi metri le indicazioni del Parco del Conero vi faranno andare sulla sinistra, lungo una carrareccia che costeggia un campo agricolo e sulla destra una fitta macchia, fino a giungere nei pressi di due abitazioni recintate.

In questo punto un’ennesima indicazione del Parco vi segnalerà di proseguire in direzione di un prato scosceso, dove, lungo un filare di querce, troverete un varco; superatelo, poi proseguite in salita e percorrete un vecchio sentiero costeggiato da alberi d’ulivo.

Al termine della salita troverete la recinzione di una casa, costeggiatela proseguendo verso destra per uscire sul fianco del cancello d’ingresso della casa.

In questa zona noterete senza dubbio quel fossato sulla vostra destra completamente ricoperto dalla vegetazione: è il Fosso della Tomba, un luogo dove sono presenti numerosi cunicoli, compreso il proseguimento del ramo di sinistra del Buco del Diavolo. Il posto però è impervio e pericoloso, dunque è consigliabile che vi asteniate dal visitarlo.

Di lato al cancello della casa, un altro segnale del Parco vi indicherà la strada che dovrete percorrere.

Il tempo che avrete impiegato per coprire la distanza dall’area di sosta fino a questo punto è di circa 90 minuti e per completare il percorso, lungo ancora 2500 metri, vi occorreranno ancora 45 minuti.

A questo punto percorrete la strada in salita la quale si presenta nel primo tratto in terra battuta, poco dopo asfaltata e prosegue poi in piano attraversando un’area con numerosi villini, fino ad arrivare nei pressi del ponte che attraversa la strada provinciale del Conero; passato il ponte, proseguite in direzione del Poggio.

Superate il cimitero e vi troverete sul lato della chiesa di San Biagio del Poggio (sec. XVIII), che al suo interno conserva un organo artistico attribuito ad Antonio Pace (1574 c a.), da poco completamente restaurato, e nel Largo dedicato al compianto Giuseppe Bartolucci, il cultore delle tradizioni popolari e della storia del Conero.

Poco distante, sulla destra, noterete l’esterno della chiesa romanico-gotica di Santa Lucia (sec. XIII): attraversate il caratteristico paese e al semaforo dirigetevi sulla destra costeggiando la collinetta chiamata Monte Zoia e, subito dopo aver attraversato la SP 1 del Conero, vedrete l’ampio pianoro panoramico dove avete precedentemente parcheggiato l’auto.

 

Durata del percorso : circa 135 minuti

Ritorno : percorso ad anello

Difficoltà : sono necessari abbigliamento e calzature idonei per le escursioni

Possibili problemi : solo se cercate i cunicoli e tanto più se intendete percorrerli

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