Yemen - La regina di Saba

Chi era realmente la regina di Saba, era solo una figura mitica? Se fosse così, cosa ha alimentato l’incredibile leggenda che la circonda? Gli arabi la conoscevano come la regina Bilquis, gli etiopi la chiamavano Macheda, per gli ebrei e i cristiani è la regina di Saba. La regina venne a conoscenza della fama di Salomone e si recò a Gerusalemme per conoscerne la saggezza. Arrivò con un gran seguito e con cammelli carichi di spezie. La storia della regina di Saba probabilmente ha origini giudee, ma esiste anche una versione persiana, la troviamo anche nel Corano difatti gli arabi affermano che credesse nella grandezza di Halla. In nessuna parte del Mondo la leggenda della regina di Saba è più viva che in Etiopia. Per questo popolo rappresenta il mito fondamentale della loro civiltà. Gli etiopi credono che sposò Salomone a cui dette un figlio: Menelik, capostipite della dinastia dei Negus abissini. Probabilmente la regina proveniva dal sud dell’Arabia Saudita, in quello stato che oggi si chiama Yemen. Sana’a è oggi la capitale dello Yemen ed è  tra le più antiche città del Mondo, ma tremila anni or sono era una città provinciale del regno di Saba. La regina visse a circa 120 Km. Ad est di Sana’a, a Marib che era la capitale dell’antica Saba. Marib era situata nel punto in cui si incrociavano le carovane che trasportavano incenso in direzione del mar Rosso e l’intera regione  con il passare degli anni, a causa dei fortunati e fiorenti commerci, prese il nome di Arabia Felix. Poche le tracce nella città per svelare il mistero che circonda la regina di Saba, se veramente è esistita si pensa che possa essere vissuta a Marib, al centro del deserto, circondata dallo splendore di grandi templi e palazzi. Nel corso di tremila anni la città fu ricostruita molte volte, sempre sopra le vecchie fondamenta, il risultato fu che venne  eretta su un livello sempre superiore, ecco perché oggi, sembra che sia sopra ad una collina, ma al tempo la città era situata sulla pianura. Marib fu abitata fino al 1972, quando la guerra civile dello Yemen la ridusse ad un cumulo di macerie.  A quattro Km. da Marib ci sono delle colonne (cinque) che si ergono dal deserto, le colonne fanno parte del tempio di Bar’an, per la gente del posto è il tempio della regina di Saba e le colonne fossero il sostegno posteriore del trono della regina, era un tempio sabeo devoto ad Almaqah, Dio della Luna. Molto meglio conservato ma completamente insabbiato, è il tempio Mahran Bilquis (otto colonne) riportato alla luce  nel 1952, quando iniziarono degli scavi. Gli archeologi ne scoprirono l’entrata e la sagoma di una grande struttura che probabilmente aveva nell’antichità un tetto piatto di bronzo, il tempio aveva la forma di un’enorme ellisse di 117 metri di larghezza. Ma le ricerche furono interrotte bruscamente a causa dei continui ostacoli che ponevano i beduini ed i soldati dell’Imam durante gli scavi. Gli archeologi furono costretti ad andarsene in tutta fretta, da allora il deserto ricoprì tutto quello che era stato portato alla luce. Sempre secondo la leggenda, la Regina regnava su un dominio di grande ricchezza, oggi questo non sembrerebbe possibile in una terra così desolata e arida. Fu costruito un grandioso sistema d’irrigazione che fece del deserto un giardino, l’acqua proveniva dalla grandiosa diga di Marib, lunga 640 metri ed alta 11 situata in pieno deserto in fondo allo Wadi Adhana. Gli archeologi hanno scoperto che la diga, di cui ancora è evidente la struttura, sia stata costruita nel sesto secolo avanti Cristo, cioè 400 anni dopo il leggendario regno di Saba, ma sono state scoperte tracce di una precedente struttura più antica di qualche centinaia di anni.

 

                                                                                     Aldo Forlani

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