Itinerario n.6

San Vittore di Genga, Grotte di Frasassi, Lago Fossi,

Valle Scappuccia, Genga.

Sempre percorrendo la Superstrada SS 76 provenendo da Ancona in direzione di Fabriano, dopo aver superato le gallerie stradali della Gola della Rossa, prenderete la deviazione a destra che vi condurrà a Camponocecchio e, proseguendo, a San Vittore di Genga.

Giunti a San Vittore di Genga, luogo conosciuto per le sue salutari terme, non potrete fare a meno di visitare l’abbazia di San Vittore delle Chiuse, uno dei monumenti romanici più importanti delle Marche.

L’origine dell’Abbazia è incerta. Probabilmente sorta nell’XI secolo, presenta nella facciata un androne ogivale chiuso tra una torre ed un campanile tronco; l’interno ha una pianta centrale divisa da grandi colonne in tre navate e coperta da una cupola emisferica.

Nel vecchio cenobio del sec. XI, il 16 dicembre del 2005, è stato inaugurato un Museo Speleo Paleontologico e Archeologico dove è esposto un lastrone di roccia di 150 milioni di anni con il fossile di un Ittiosauro, venuto alla luce il 20 luglio 1976 durante i lavori per la realizzazione della galleria stradale di Gattuccio lungo la SS 76.

Come scritto sulla tabella installata dal Parco a San Vittore; il mare della Tetide, che nel Giurassico si estendeva tra il paleocontinente euroasiatico a nord e quello di Gondwana a sud, costituiva un ambiente ricco di vita e dal fondale irregolare. Molti organismi (come le Ammoniti) avevano il loro habitat nelle zone più elevate, quali quelle corrispondenti all’attuale monte Valmontagnana.

Le aree di San Vittore e di Camponocecchio corrispondevano invece a zone più depresse e nei sedimenti che si accumulavano è stato rinvenuto il fossile di un Ittiosauro.

Di fronte alla chiesa di San Vittore troverete il famoso ponte, edificato in epoca romana sul quale si erge una torre risalente al XIII secolo.

Questo territorio, oltre ad essere un “contenitore” di alti valori naturalistici e faunistici, artistici e storici, e di insediamenti termali, possiede anche le celebri Grotte di Frasassi, conosciute ed apprezzate in tutto il Mondo.

Le Grotte di Frasassi, nella Gola omonima del Comune di Genga, Provincia di Ancona, fanno parte di un grandioso complesso ipogeo che si estende per circa 18 Km.

Scoperte nel 1971 dal Gruppo Speleologico CAI di Ancona, sono state aperte al pubblico nel 1974 ed in breve tempo sono divenute una delle più importanti attrattive delle Marche, già visitate da oltre 10 milioni di persone provenienti da tutti i continenti.

Il percorso è esaltante e l’illuminazione, curata dal celebre scenografo Cesarini da Senigallia, accentua le forme ed i colori delle concrezioni: stalattiti intarsiate, gigantesche stalagmiti, laghetti serrati tra arabeschi di cristallo, lance di alabastro che pendono dalle volte maestose, un itinerario ipogeo che è stato definito uno dei più belli del mondo.

Significativi sono i nomi che la fantasia ha attribuito ai singoli scenari per il loro aspetto: Abisso Ancona (Abisso, per i suoi 240 mt. di altezza; Ancona, in onore del CAI scopritore, che era di quella città); Sala 200 (perché lunga 200 mt.) o dell’Obelisco (perché al centro di essa si erge una stalagmite di 15 mt.); Canyon (simile a quelli del Colorado) con le famose Canne d’Organo ed il fantastico scenario delle candeline e delle Colonne, della Sala Bianca, dell’Orsa e dei Pagliai.

 Dopo la visita alle Grotte dirigetevi verso Genga e, lungo la strada che transita nella gola, fermatevi non appena trovate un’area di sosta con un pannello centrale recante la scritta “presepe vivente”: prenderete il camminamento che sale alla vostra destra, lungo 700 metri e, dopo alcuni minuti, vi troverete nella grotta di Frasassi, dove sorge il Santuario, in forma ottagonale, dedicato alla Beata vergine di Frasassi. Il tempietto venne fatto erigere da Papa Leone XII della Genga nel 1828, su progetto di G. Valadier. Ogni anno nella grotta si rappresenta uno spettacolare presepio vivente.

Visitato il Santuario, uscite dalla gola e, arrivati a Pianello di Genga, dirigetevi verso Sassoferrato: ad un certo punto troverete un bivio sulla destra che vi porterà a Genga, Rocchetta e Valle Scappuccia.

Appena superato il bivio sulla destra, proprio di fronte ad un albergo-ristorante, la strada vi condurrà al Lago Fossi, un bellissimo laghetto con relativo campeggio ed area di sosta.

Proseguendo lungo la stradina ed oltrepassando l’abitato di Fossi, dopo pochi minuti vi troverete sulla strada provinciale, girate a destra e, percorsi appena 300 metri, noterete sulla vostra sinistra una tabella del Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, e accanto, un’Edicola sacra: a questo punto vi troverete di fronte all’accesso per Valle Scappuccia e, per visitarla, dovrete attraversare la suggestiva forra.

Il nome Valle Scappuccia deriva dal torrente omonimo che l’attraversa.

La piccola, ma suggestiva, valle è protetta da una serie di monti come il monte Picco, il monte Termine e il monte Piano. Per il suo particolare clima, la valle è un “contenitore” di grandi valori naturalistici e faunistici: per esempio l’importante presenza della salamandrina dagli occhiali.

Vista Valle Scappuccia, all’uscita della valle riprendete la strada andando a destra per recarvi a visitare Genga.

Il Castello di Genga apparteneva all’abbazia di San Vittore e, nell’anno 1090, fu venduto ai figli di Alberico. Nel 1216 il Castello fu sottomesso all’autorità di Fabriano; i Conti Della Genga più volte cercarono di riacquistare la propria autonomia, anche se, sempre sotto il controllo di Fabriano, mantennero il Castello fino al 1816.

Tra i valorosi guerrieri dei Conti Della Genga spicca Annibale che nel 1823 divenne Papa con il nome di Leone XII.

All’interno del paese, in Piazza San Clemente, al numero civico 2, troverete un piccolo museo di arte sacra, con notevoli oggetti d’arte che vanno dal XV al XVIII secolo. Sempre in piazza e nelle vie laterali, noterete una caratteristica particolare: quasi tutte le case del paese sono state costruite direttamente sulla roccia di Scaglia rossa, un tipo di formazione rocciosa presente nella zona. Proseguendo lungo le piccole vie, in Piazza Leone XII troverete la sede del Consorzio di Frasassi.

 

 

Cartella degli eventuali problemi e dei tempi minimi previsti per la visita dei luoghi:

Tempo necessario per visitare l’Abbazia di San Vittore delle Chiuse e il museo Speleocarsico : circa 60 minuti

Grotte di Frasassi - Le Grotte di Frasassi sono aperte ai visitatori tutto l’anno, ad eccezione del 1 Gennaio, 4 e 25 Dicembre e nel periodo dal 10 al 30 Gennaio.

Le visite di gruppo, effettuate con guide competenti fornite dal Consorzio Frasassi, hanno una durata di circa un’ora.

La temperatura interna è costante a 14 gradi.

Informazioni:

Indirizzo – Consorzio Frasassi – L.go Leone XII, 1 – 60040 Genga An

Prenotazioni – tel. 0732 90080;

Ingresso Grotte – tel. E fax 0732 90090

Uffici – Amministrazione – tel. 0732 97211 – fax 0732 972001;

Sito internet: www.frasassi.com

Tempo necessario per visitare il Santuario della Madonna di Frasassi, considerando il percorso in salita lungo 700 metri: circa 60 minuti

Lago Fossi : 30 minuti di relax

Valle Scappuccia : Circa 60 minuti senza inoltrarsi lungo i sentieri che l’attraversano.

Genga e museo : circa 60 minuti

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